Appunti di Michele

Riflessioni di Michele sul Mondo
venerdì, 10 luglio 2009

L'alt della Corte Costituzionale tedesca

Mi sembra in linea con lo spirito e le linee portanti di questo blog commentare, seppur brevemente, la notizia europea della giornata. Come riportano diversi quotidiani, la Corte Costituzionale tedesca pur non ritenendo il Trattato contrario nel suo complesso alla Costituzione della Germania (la c.d. Grundgesetz), lo ritiene contrario in alcuni punti ai poteri del Parlamento, nel senso che “svuoterebbe”, almeno in parte il Parlamento tedesco della sua sovranità.

Francamente, pur non conoscendo il diritto tedesco come i giudici della Corte, mi sembra che tutto il processo Europeo sia una devoluzione di poteri verso l'alto: insomma lo svuotamento di sovranità non è una novità e un articolo della Grundgesetz (l'art. 24) prevede espressamente il trasferimento di poteri sovrani ad istituzioni internazionali.

Rilevato questo, spero che, come prospettato per esempio da “Repubblica”, la Grosse Koalition vari una legge costituzionale ad hoc entro settembre, di modo che entro fine anno questo travagliatissimo trattato venga infine ratificato da tutti e 27 i membri dell'Unione Europea.

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categoria: unione europea, germania, ue , eu , trattato di lisbona, grundgesetz, corte costituzionale tedesca

venerdì, 10 luglio 2009

Paritarismo e quote di 1/3

Stimolato da Riccardo riprendo quanto avevo detto qualche tempo fa in occasione dell'8 marzo.

"[...]la discriminazione verso le donne ha radici antiche, come mostra il maschilismo di molte lingue vive e morte, naturali ed artificiali, per questo la lingua che sto costruendo per diletto ha fra le sue caratteristiche-base la parita' di genere...

La soluzione non e', secondo me, il “femminismo”, ma la soluzione e' il “paritarismo” cioe' il credere che gli uomini e le donne debbano avere pari opportunita'. Quest'idea espressa da questo neologismo, di cui sono uno dei “sostenitori della prima ora” e' talmente radicata nel mio “sistema di idee” che nel mio piccolo saggio (“Il Mondo Futuro”) ho scritto:

bisognerebbe istituire “quote rosa” e “quote azzurre” del 33,3% (ovvero di 1/3) in tutti i lavori, eccetto quelli poco gratificanti e tipicamente maschili (come il muratore) o femminili (i lavori di cura).

L'altro 33% sarebbe invece lasciato al merito e, eventualmente, a quote per i disabili. Questa doppia quota non sarebbe una “forzatura socialista-egalitarista”, ma anzi avrebbe un preciso valore culturale e scientifico, in quanto e' dimostrato (almeno allo stato attuale delle conoscenze) che le donne utilizzano il cervello in maniera, seppur di poco, differente rispetto agli uomini (e viceversa). Cio' vuol dire che in una “squadra” (o team o équipe) di lavoro e ricerca scientifica la presenza di entrambi i sessi potrebbe permettere di vedere lo stesso problema da angolazioni differenti e, quindi, di arrivare piu' facilmente e velocemente alla risoluzione dello stesso.

Il “paritarismo” e' uno degli aspetti di quella “uguaglianza non omologatoria” di cui parlo nel mio saggio, ma questa e' un'altra storia."

Queste le mie idee di allora: il paritarismo e la quota di genere di 1/3. Idee che sono rimaste sostanzialmente invariate, anche se segnalo che la mia proposta ha ricevuto una critica sui lavori "tipicamente maschili" e "tipicamente femminili" in "Lettere al futuro" (dove ho pubblicato per la prima volta l'articolo)... e anche sulle quote. Tale critica e' arrivata quest'anno ad un anno di distanza dal post, non ho ancora risposto su "Lettere al futuro" perche' in quel periodo non bloggavo.

Ecco la critica:

Scusami. Lo so che non ho alcun diritto di piombare qui a concionare dopo che ci sono capitata per caso (cercavo una bella immagine di mimose), ma ho letto due righe, mi sono incuriosita e… ho letto tutto.
Davvero non è mia intenzione seminare zizzania, ma te lo posso dire? non sono d’accordo… non sul “paritarismo”, ma sulle quote e sui lavori “tipicamente…”.
Sulle quote, perché le donne (come gli uomini, gli anziani, gli operai etc) non sono un tutto unico, quindi secondo me non è sensato farne una categoria. Se per caso nel 33% destinato alle donne ci finisce una Mata Hari nel gruppo, chessò, accoglienza agli stranieri, secondo te funzionerebbe? Secondo me il problema sarebbe da risolvere in altro modo, ma ammetto che è più complicato: bisognerebbe che “la partenza” fosse uguale, ed “il percorso” pure. Intendo la possibilità di studiare e di far carriera, di non doversi comunque accollare due compiti (casa e lavoro, ma magari ci dovrei aggiungere anche figli ed anziani) ed avere le stesse gratificazioni in termini di risultati, velocità di carriera e retribuzione. Cosa che non mi sembra possa essere garantita a quel terzo di scienziate, ad esempio, che quando escono dal laboratorio devono andare a casa ad occuparsi della cena…
Per l’altro aspetto, non sono d’accordo sul fatto che i lavori di cura siano “prettamente femminili”. Il mio compagno si occupa di assistenza sanitaria: la pazienza, la dolcezza che lui dimostra alle sue vecchiette è indubbiamente maggiore – e di molto – di quella che avrei io. Il che, a mio avviso, dimostra che “uomini” e “donne” non sono categorie. Abbiamo un cervello diverso, va bene. Ma – per fortuna! – non è che tutti gli uomini ce l’abbiano uguale… altrimenti sareste nemici tutti, e NON E’ VERO.
Però ti ringrazio: il tuo post mi è piaciuto.
Scusami ancora.
elena


Sui lavori "tipicamente..." dico brevemente che a me piacciono le regole con meno eccezioni possibili, quindi la quota di 1/3, per me, si puo' attuare per tutti i lavori.
Sulla quota di 1/3 invece non cambio idea, perche' mi sembra la quota piu' corretta e indica che almeno 1 persona su 3 e' di un determinato genere. Apprendo con un certo favore da Riccardo che questa era anche la quota del disegno di legge sulle quote in ambito politico: "nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati" come si legge nel ddl n. 3051 presentato il 19 luglio 2004.
Almeno 1 donna su 3 quindi o, per dirla alla maniera di Riccardo, "almeno 1 donna ogni 2 uomini" (e ameno 1 uomo ogni 2 donne).
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categoria: quote, 1/3 , paritarismo di genere, paritarismo

venerdì, 10 luglio 2009

Siamo tutti iraniani

Stavo preparando un post in cui mi chiedevo (e vi chiedevo) perche' i popoli scelgono i partiti e i leader populisti e/o xenofobi: c'e' l'esempio (parziale) delle ultime elezioni europee, c'e' l'esempio ormai pluriennale di Hugo Chavez in Venezuela, le ronde nere e padane; a questi esempi avrei aggiunto Ahmadinejad in Iran. Avrei... ma gli eventi dell'ultim'ora pur nella loro tragicita' (e' avvenuto pure il decesso di una persona) fanno ben sperare e fanno anche supporre che, forse, questa vittoria del demagogo iraniano e' pilotata e fasulla.
Per la capacita' di reazione del popolo iraniano ad un possibile (o probabile) sopruso, mi sento di dire, in questo momento: siamo tutti iraniani; siamo tutti vicini a questo giovane/vecchio popolo persiano che sta lottando per la propria liberta' e per il proprio futuro, un futuro che deve tener conto del grande passato iraniano (anche pre-islamico), ma che non deve fossilizzarsi in esso.
Certo Moussavi non e' uguale ad un leader riformatore occidentale, ma e' un passo avanti notevole rispetto al reazionario ed incapace Ahmadinejad.
Questa crisi rappresenta anche un'opportunita' per tutti i popoli, per questo diventa importante che ci siano gli uomini giusti in questo momento storico, inoltre dall'Iran passa un bel pezzo delle possibilita' di pace per quel luogo geografico martoriato e nello stesso tempo pieno di speranze e potenzialita' che e' il Medio Oriente.
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categoria: medio oriente, iran, ahmadinejad, elezioni 2009, moussavi

venerdì, 10 luglio 2009

L'Europa s'è destra (purtroppo)

mikelo79 alle ore 18:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, sinistra, europa, elezioni, destra, astensionismo, elezioni 2009, verd

venerdì, 10 luglio 2009

I bambini, i figli, il nostro futuro

Sollecitato dall'amico Riccardo mi occupo di un tema che sta a cuore a molti: i bambini e i figli.

L'occupazione dei bambini (almeno di quelli dai 6 anni in su) dovrebbe essere la scuola. “Dovrebbe” perché in molte regioni del Mondo non è così: esistono i bambini sfruttati e sottopagati nel lavoro dei campi e nelle miniere, esistono (e questa è una delle più grandi aberrazioni che la nostra epoca conosca) i bambini-soldato, bambini abituati a vedere l'orrore della morte e della mutilazione giorno dopo giorno, a subirla su sé stessi e, ancor peggio, a procurarla macchiando così la loro purezza. Questi bambini, forse ancor più di quelli che patiscono la fame e/o sono sfruttati nei luoghi di lavoro, non hanno un'infanzia, non possono vivere una stagione della vita spensierata, sono privi del loro “sabato del villaggio” e anche se dovessero sopravvivere alla guerra e a crearsi un futuro migliore tale stagione non tornerà più.

Già il futuro dei bambini. Tale futuro dovrebbe darlo l'istruzione, ma l'istruzione, soprattutto quella della scuola, sembra passare in secondo piano in molte delle nostre civiltà occidentali.

Negli USA importano insegnanti dal resto del Mondo, perché là nessuno vuole fare questa professione spesso addirittura rischiosa in molte scuole-ghetto, da noi in Italia i fondi stanziati per la scuola sono sempre meno, si parla - in un'ottica chiaramente miope e di corto respiro - di “tagli”, tagli ad un sistema – quello educativo – che dovrebbe rappresentare un'”assicurazione” sul futuro e sulla prosperità dello stesso popolo italiano. L'università – e qui amplio la prospettiva dei bambini a quella più generale dei “figli” – in Italia è anch'essa oggetto di “tagli”: non si cura affatto l'eccellenza e la creazione di luoghi deputati a farla crescere; l'Italia è uno dei Paesi Europei che meno dedica all'istruzione e alla ricerca e l'intenzione del Governo attuale è “tagliare” ulteriormente, non razionalizzare gli stessi fondi, ma tagliare. E basta.

Il futuro dei bambini, ma anche dei figli, ma anche di noi tutti mi porta a sfiorare un altro tema: l'ambiente. I bambini, ma anche noi tutti, abbiamo diritto ad un ambiente salubre, ad un ecosistema in equilibrio – seppur dinamico – ma tutto ciò non accade: le nostre strade sono sempre più congestionate dal traffico, l'industria dell'auto è ancora considerata quella o una di quelle basilari per un Paese nonostante i grandi danni ad essa addebitabili nel passato e nel presente. L'inquinamento luminoso ha reso i nostri cieli senza stelle e la maggior parte dei ventenni ritengono divertimento stare qualche ora a sopportare e a far sopportare ai loro timpani un inquinamento acustico notevole.

C'è bisogno, fortissimo bisogno, dell'utopia: del credere e dell'agire per un Mondo senza inquinamento a vari livelli, per delle città nuovamente a misura d'uomo, per delle opportunità lavorative, di svago, di studio nuovamente a misura di pedone. Internet può sostituire in parte il trasporto, ma non basta. C'è bisogno che gli architetti pensino a città a misura d'uomo (c'è almeno una corrente che sta andando in questa direzione secondo uno degli ultimi articoli de l'Espresso), c'è bisogno di cambiare tutti gli stili di vita, c'è bisogno di un'utopia, c'è bisogno di liberarsi dell'inquinamento che è – parafrasando Benedetto XVI – soprattutto un “inquinamento morale”.

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categoria: cultura, ambiente, bambini, architettura, ecologia, istruzione, figli, utopiaambiente

venerdì, 10 luglio 2009

Romania, Moldavia, GPS, Internet, Terra Santa

Cinque notizie hanno destato la mia attenzione questa settimana: la vittoria della Coppa Uefa da parte di una squadra ucraina, la mancata elezione del Presidente in Moldavia, i problemi del GPS, un articolo su internet e il discorso del Papa nell'Udienza Generale inerente la Terra Santa.

Procediamo con ordine: la vittoria della Coppa UEFA da parte di una squadra ucraina portera' maggiore attenzione da parte del grande pubblico verso questo grande Stato (con i suoi 600.000 kmq circa e' il piu' grande possibile membro dell'UE dopo la Turchia), attenzione che spero si traduca in simpatia, perche' questo Stato e' un pezzo importante del mosaico europeo prossimo venturo. La vittoria poi e' dovuta a Mircea Lucescu girovago capace e di lunga data del calcio mondiale. Solo Lucescu meriterebbe un post a parte, ma questo mio post e' fatto di spizzichi...

La mancata elezione del Presidente della Repubblica in Moldavia potrebbe costringere il piccolo Stato dell'Est Europa a tornare alle urne. Ma ancora c'e' tempo fino al 28 maggio.

Il GPS, cioè il sistema satellitare di posizionamento amerikiano molto utile per le telecomunicazioni, potrebbe avere seri problemi a causa di un cattivo uso dei fondi statali da parte dell'aeronautica statunitense. Il mio sintetico commento a tal proposito, pur sperando che tutto alla fine vada per il meglio, è che questo è l'ennesima riprova dell'importanza di Galileo, il futuro sistema di posizionamento autoctono dell'Europa.

L'articolo su internet riguardava il fatto che la maggior parte degli internauti va su non piu' di 6 siti e va sui siti maggiori e/o piu' affidabili. Posto che quest'indagine statistica ha dato risultati un po' troppo perentori (ma potrebbe trattarsi anche di una semplificazione giornalistica), mi sembrano importanti le parole conclusive dell'articolo, parole che condivido in pieno: "Eppure nel Web è proprio dalle realtà marginali che arrivano sempre le novità di maggior impatto. Quelle che nel giro di qualche anno diventano fenomeni di massa."

L'ultima notizia, nel giorno di Santa Rita, non poteva non avere carattere religioso. Il Papa, parlando all'Udienza Generale e riferendosi alla situazione geopolitica della Terra Santa e in particolare alla visita al campo rifugiati di Aida, ha ricordato di aver voluto, in quell'occasione, invitare "tutti a ricercare la pace con metodi non violenti, seguendo l'esempio di san Francesco d'Assisi".
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categoria: politica, sport, informatica, religione, internet, gps , romania, san francesco, moldavia, aida, terra santa, 6 siti, lucescu

venerdì, 10 luglio 2009

La Russia nell'AELS (o EFTA)

I dialoghi formali attivati oggi dalla Russia per entrare nell'AELS o EFTA sono un passo storico, ma nella direzione sbagliata.
Per chi non lo sapesse l'EFTA e' l' "Area Europea di Libero Scambio" (European Free Trade Association) creata nel 1960 da Gran Bretagna, Svizzera, Portogallo, Austria, Svezia, Danimarca, Norvegia come alternativa all'allora Comunita' Europea.
I vari membri erano entrati man mano nell'UE e l'EFTA ormai si era ridotta a soli 4 membri (Norvegia, Islanda, Svizzera, Liechtenstein) che ambivano anch'essi, piu' o meno apertamente, ad entrare nell'Unione Europea. Spia di tale intenzione e' stata la creazione dello SEE (Spazio Economico Europeo) con l'UE.
Questi dialoghi formali con la Russia sono quindi una rivitalizzazione di quello che appariva un relitto storico-politico. E nella stessa direzione sembra voler andare l'Ucraina.
La mia impressione e' che non ci sia bisogno di un'altra zona di aggregazione europea, soprattutto non c'e' bisogno dell'EFTA che non e' un'Unione Doganale, ma una semplice e poco coesa Zona di Libero Scambio.
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categoria: politica internazionale, russia, ucraina, aels, efta

venerdì, 10 luglio 2009

Obama Presidente

Domani Barack Hussein Obama diventera' il 44° Presidente degli Stati Uniti, lo Stato Federale piu' importante del Mondo (ma non il piu' popolato: i piu' popolati sono Cina e India), uno stato che io definisco con un neologismo “Americhia” (o piu' spesso “Amerikia”) per distinguerla dal continente che altrimenti sarebbe omonimo; uno stato dalle forti contraddizioni, patria della liberta' e del puritanesimo, del Mercato spesso sfrenato e di un fortissimo senso religioso, il Paese piu' individualista, ma al contempo uno dei piu' patriottici. Un Paese che si regge, forse, proprio sulle sue contraddizioni e che, nelle sue contraddizioni, nelle sue differenze, nel suo melting pot rappresenta il Mondo. Uno stato che oggi dovrebbe indicare al Mondo la strada e dovrebbe farlo attraverso il suo “monarca eletto”, il suo Presidente.

Obama ha un compito veramente arduo, ma spero che sappia, con l'aiuto dei suoi collaboratori, essere all'altezza del compito che l'Amerikia e la Storia gli assegnano.

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categoria: stati uniti, politica internazionale, us , obama, insediamento, amerikia, americhia

venerdì, 10 luglio 2009

Se non e' un giglio...

... e' pur sempre un figlio, una vittima di questo mondo.

Ho voluto usare una frase profondamente poetica per partecipare al 10° anniversario della morte di Fabrizio De Andre', uno dei piu' grandi cantautori europei del secolo scorso.

Un cantautore, un uomo che ha sempre parlato degli ultimi, degli emarginati, di quelli che vengono considerati con disprezzo o con un'ostentata pieta' dalla societa' di oggi tesa al profitto, a Mammona.

Un grande personaggio (e una grande persona) che ha guardato a Cristo con profondo rispetto (tranne forse in una canzone), seppur in una prospettiva coerentemente atea ed anarchica.

L' “anarchismo compassionevole” e' la formula con cui, forse, e' possibile meglio sintetizzare il pensiero deandreiano, ma esiste anche un altre aggettivo: nobile (nell'unico significato vero che e' quello di nobilta' d'animo).

E nella sua nobilta' Faber ha potuto guardare all'umanita' con occhio disincantato, ma non per questo meno partecipe.

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categoria: musica, anniversari, fabrizio de andre

mercoledì, 31 dicembre 2008

Buon Natale e Felice 2009

Potrei limitarmi ad enunciare gli auguri e, virtualmente, andarmene. Ma non mi sembra corretto.

Non mi sembra corretto perché si festeggia il compleanno di qualcuno.

Oggigiorno, presi dalla smania consumistica (purtroppo quest'anno calata per un motivo tutt'altro che ideale o piacevole come il default delle banche mondiali, default dovuto all'iperliberismo senza regole né pietà) ci dimentichiamo o facciamo finta di dimenticarci cosa si festeggia.

Ebbene, si festeggia il 2008° anniversario (salvo errori di datazione comunque poco significativi) della nascita di un uomo che, al di la' di come la pensiate, non potete non ammettere che sia vissuto e morto fino alla terribile e - secondo la mentalita' dell'epoca - “vergognosa” morte in croce.

Un uomo che non ha avuto timore ne' pavidita' nel battersi per i suoi ideali, per gli ideali in cui credeva.

E' con questo spirito che vi auguro

Buon Natale e Felice 2009,

Mikelo


P.S. Ricordo che “tecnicamente” sara' Natale in alcune parti della Terra dalle 11 di domattina, ma in qualche isoletta del Pacifico Natale potrebbe arrivare “legislativamente” anche prima.

Per i pseudo-transfiniti, sembrerebbe che non possano avere cittadinanza fra i numeri “ufficiali” ma solo fra quelli “surreali”, ma di questo parlero' piu' diffusamente nel prossimo post, probabilmente l'anno prossimo.

Avevo detto che non avrei fatto piu' post, ma il Natale e' un avvenimento speciale che, purtroppo, spesso sottovalutiamo.



Vorrei augurarvi con qualche ora di anticipo

Buon Natale e Felice 2009,

Mikelo


P.S. Ricordo che “tecnicamente” sara' Natale in alcune parti della Terra dalle 11 di domattina, ma in qualche isoletta del Pacifico Natale potrebbe “arrivare” anche prima.

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categoria: religione, natale, ideali, gesù, fuso orario

mercoledì, 31 dicembre 2008

Avventure intellettuali: un nuovo tipo di numeri transfiniti ordinali?

Gia' pubblicato su http://mikelogulhi.blogspot.com

Nelle mie ricerche logico-linguistiche, a cui sto dedicando il poco tempo libero che ho a disposizione, ho dovuto creare il concetto di "totalità meno 1, totalità meno 2, totalità meno 3... totalità meno n".
Ho anche pensato a quali simboli matematici avrebbero potuto esprimere sinteticamente tale concetto.
Ho "ritrovato" i "vecchi" numeri transfiniti ordinali di Cantor (per intenderci quelli del tipo
ω+1, ω+2, ω+n, nonché 2ω+1, +2, 2ω+n... 3ω+1, +2, 3ω+n, ecc.) e ho pensato che avrei potuto utilizzarli al negativo, cioè usare il simbolo ω per rappresentare questi pseudo-tranfiniti che vengono prima dell'infinito di primo livello che, come ci ha insegnato Cantor, è diverso dall'assoluto.
Ho chiesto a qualche conoscente tecnicamente più esperto se tale tipo di transfiniti è matematicamente legittimo e se ho inventato qualcosa di nuovo o meno.
Appena possibile vi faro' sapere.
Buon Natale e Buon 2009,
Mikelo

P.S. Questo e' l'ultimo post dell'anno.

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categoria: filosofia, matematica, linguistica, logica, numeri ordinali transfiniti, pseudo-transfiniti

mercoledì, 31 dicembre 2008

Voglio continuare a “credere” in Google



Gia' pubblicato su http://mikelogulhi.blogspot.com

Una notizia che sta rimbalzando ovunque nel Mondo è che Google starebbe trattando per avere i server direttamente presso il provider in barba alla net neutrality.

Posto che avere dei server (quindi dei computer) direttamente presso il provider non puo' che avere un costo e sorvolando su eventuali particolari tecnici (su cui comunque non si sono soffermati i principali quotidiani), vorrei render pubblica la mia speranza di e-cittadino che Google, complice anche il Natale, in cui dovremmo essere più buoni realmente e non solo di facciata, ritorni sui suoi passi.

Nel motto “Don't be evil” (e in Google) continuo un po' a crederci, nonostante sappia che si tratta di una multinazionale... spero che questa mia speranza non venga delusa.


Google, Internet, Informatica, Economia

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categoria:

mercoledì, 31 dicembre 2008

San Francesco, l'Immacolata

Ho riletto questo post di 14 mesi fa e mi sento di consigliarne la lettura: penso che, al di la' di alcune specificita', sia ancora attuale.

Se non l'avete gia' letto (o se vi va di rileggerlo) potete cliccare su questo link o su quello piu' in alto.

Auguri a chi oggi fa l'onomastico!

Mikelo

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categoria: san francesco, immacolata

mercoledì, 31 dicembre 2008

Il peggior governo della storia repubblicana colpisce ancora

Ho molto da fare in questo periodo e poco tempo da dedicare al blog, ma vorrei riferire 2-3 miei pareri sul "peggior governo della storia repubblicana":

1) la social card:
una trovata becera e di destra che ha dei costi ambientali e che fa vergognare le persone che ne usufruiscono, i componenti del governo hanno mai sentito parlare di dignita' umana? Ah, dimenticavo: alcuni di loro vantano la loro ignoranza e di non aver toccato un libro per anni... bell'esempio. In questo caso bastava un po' d'intelligenza, parafrasando Travaglio si puo' parlare di "scomparsa del cervello" (che comunque gia' per molti componenti aveva conformazione tipicamente aviaria...)
2) il mancato aumento nella tredicesima dei lavoratori e il contestuale invito a consumare: anche questo da addebitarsi al Q.I. dei componenti del governo e del malefico magnifico Premier;
3) la noluntas (lo so, molti elettori di Berlusconi dovranno usare un vocabolario: ma sono pietoso, uso tale parola in senso ironico e connotativo [ancora necessita' di vocabolario, suvvia...]: intendo dire la non-volonta') di sforare Maastricht ora che tutti ci dicono che possiamo farlo: e' dovuta al modo di essere cristiano tipico di Tremonti, un modo di essere cristiano a meta' strada fra Barabba e Giuda Iscariota... da questi falsi cristiani ci guardi Iddio;

4) e, last but not least, non va dimenticata la cara, dolce “piccola vendetta lombarda” post-deamicisiana giustamente ricordata da Vauro nell'ultima puntata di AnnoZero: il buon Berlusconi, con la solita animalita' umanita' che lo contraddistingue, ha fatto in modo che non venisse attribuito l'Ambrogino d'oro a Biagi, un grande e sempre equilibrato giornalista che aveva osato criticare l'angusta augusta persona di Sua Ignominia, il Cavaliere (di malaffare) Dott. Berlusconi Esimio Preside della Facolta' di ********* (inchino e standing ovation).

Giusto per fare un po' di critica bipartisan, devo ammettere di non capire dove Napolitano voglia andare a parare con le sue ultime uscite e, per il momento, sospendo il giudizio (che comunque non sara' in ogni caso eccessivamente corrosivo, stima per il federalista Napolitano a parte, perche' ricordo che in Italia il Capo dello Stato ha poteri quasi solo simbolici).
Do' un giudizio e del tutto negativo sul "PD del Nord" e su come e' stata impostata la discussione a proposito, piu' esattamente:
1) dato che la gente non "arriva" con lo stipendio a fine mese non mi sembra proprio una priorita';
2) bisognerebbe che ci fosse anche un PD del Centro oltre quello del Sud, perche' con 2 soli enti non c'e mediatore, da 3 in poi si'...
3) ma non sarebbe meglio dare piu' poteri direttamente alle sezioni regionali e provinciali?
4) un'Italia divisa in 2 o in 3 e' offensiva per la Sardegna da un punto di vista territoriale (e quindi assoluto)... e un'Italia divisa in 3 con la Sardegna a fare da 4° parte e' offensiva per le altre regioni.

Rinnovo i miei complimenti:
1) a chi ha votato questa maggioranza e questo governo;
2) alla nostra classe dirigente in toto (o quasi);
3) agli estensori di questa bellissima legge elettorale che ci priva della possibilita' di scegliere i candidati al governo, legge giustamente definita con un dotto e raffinato neologismo latino: "porcellum".

postato da mikelo79 alle ore 13:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, biagi, napolitano, il pd del nord

mercoledì, 31 dicembre 2008

Diktat ManuBlog

Gia' pubblicato su http://mikelogulhi.blogspot.com

Ringrazio vivamente Riccardo Tronci per avermi “consegnato” virtualmente il premio diktat ManuBlog.

Ne riporto subito il regolamento:

Regolamento. Chi riceve il premio deve: -esporre il banner del premio (in basso trovi il comodo copia incolla1) -linkare il blog di chi lo ha premiato -linkare questo post (basta lasciare il link già presente nel codice html del banner) -linkare almeno altri 3 blog

Banner:


Note Un blog può essere premiato innumerevoli volte e può premiare innumerevoli altri blog, a patto di seguire le regole sopra indicate.


I blog premiati sono:

1) Audrey di “Logico kaos”;

2) Rossaura de “L'altra metà del cielo”;

3) Rino (Gaspare Armato) di “Babilonia 61” (e-nome di Rino)


Evito di premiare coloro di cui so con certezza che siano gia' assegnatari del “diktat”, perche' questi premi hanno anche una funzione di “estensione” del raggio delle conoscenze (sfruttando gli effetti pratici della vecchia e, in internet, molto nota teoria dei “6 gradi di separazione”).

I blog segnalati si distinguono per la forte valenza storico-sociale dei contenuti (o della grande maggioranza di essi) e per l'incisivita' della forma in cui sono espressi.


Link del post con cui sono stato premiato.


Michele


P.S.

Mi accorgo ora che in questi giorni di assenza dalla blogosfera sono successe molte cose. La piu' importante e' la scarcerazione di Vik Guerrilla che apprendo solo ora (cosi' come apprendo solo ora che era stato incarcerato). Gli faccio i miei migliori auguri e spero che il viaggio di ritorno sia stato tranquillo.

1Si intende in basso rispetto allo spazio apposito del blog di Manu, raggiungibile cliccando sul Banner.

postato da mikelo79 alle ore 13:49 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bush, premi, general motors, diktat manublog

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